Un'app AI mi chiede l'accesso ad account o documenti. Cosa controllo?
Prima di tutto: respira. La schermata «Consenti l’accesso» è esattamente il momento in cui il controllo ce l’hai tu — non è ancora successo niente. La regola è semplice: chi ha fatto l’app e perché le serve così tanto. E se hai già premuto, l’accesso si può revocare in qualsiasi momento, in due minuti, dalle impostazioni dell’account.
I primi passi, subito
- Fermati alla schermata «Consenti». Lì c'è scritto esattamente cosa potrà vedere o fare l'app («leggere le tue e-mail», «vedere i tuoi file»). Leggi la lista con calma — dopo che premi, l'app riceve davvero tutto quello che c'è scritto.
- Controlla chi ha fatto l'app: cercala tu nello store ufficiale (App Store, Google Play) o sul sito del produttore, guarda il nome dell'azienda, le recensioni e da quanto tempo esiste. Se non riesci a capire chi c'è dietro, non darle l'accesso.
- Confronta ciò che chiede con ciò che fa: dalle solo l'accesso che le serve per il compito che le chiedi. Un'app che ti riassume documenti non ha motivo di leggere le tue e-mail o i tuoi contatti.
- Scegli l'opzione più limitata quando c'è: «solo questo file/cartella», «solo lettura», «solo mentre uso l'app» — non «accesso a tutto l'account».
- Hai già premuto «Consenti» e ci ripensi? Revoca l'accesso: per Google vai su myaccount.google.com/connections, per Microsoft nelle impostazioni dell'account alla voce «App e servizi», per Facebook in Impostazioni → «App e siti web». Togli l'app dalla lista — l'accesso si interrompe.
Cosa NON fare
- Non dare l'accesso «a tutto» solo per fare prima — puoi sempre tornare e aggiungere permessi più tardi, se serve davvero.
- Non installare app AI dalle pubblicità o da link ricevuti nei messaggi — cercale tu, col loro nome, nello store ufficiale.
- Non scrivere la password dell'e-mail o della banca direttamente dentro un'app AI. La richiesta di accesso fatta bene ti porta sulla pagina ufficiale Google/Microsoft, che ti mostra che accesso stai dando — non ti chiede la password nell'app.
- Non collegare l'account di lavoro (l'e-mail aziendale, i documenti dei clienti) senza prima chiedere al team IT.
Come riconoscerlo la prossima volta
- Chiede troppo per quello che fa: un «generatore di foto» che vuole l'accesso a e-mail e contatti non ha una buona ragione.
- Un produttore che non trovi da nessuna parte: sito senza contatti, app comparsa da poco, recensioni scarse o che sembrano copiate.
- Ti mette fretta: «concedi l'accesso per continuare», offerte «solo per oggi», finestre che tornano con insistenza finché non premi «Consenti».
- Imita un'app conosciuta: nome quasi identico, logo somigliante, ma un altro produttore.
Questa guida ti aiuta ad agire in fretta. Non sostituisce le istruzioni ufficiali della tua banca, della polizia o delle autorità. Nel dubbio, chiama i numeri qui sopra.