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Guida di sicurezza

Email dal “capo” o da un “fornitore” che chiede un pagamento urgente

Richieste di pagamenti o dati “urgenti”, dalla direzione o dai fornitori

In ufficio, una delle truffe più costose non “buca” niente — inganna te, convincendoti a fare un pagamento di tua volontà. Un’email sembra arrivare da un capo o da un fornitore e chiede qualcosa di urgente, con pressione e riservatezza. In Italia è così diffusa che ha un nome: la “truffa del CEO”. La regola che ti salva è semplice: prima di pagare o cambiare qualcosa, confermi su un altro canale.

Segnali d’allarme

  • Un messaggio “dal capo” o “dalla direzione” chiede con urgenza un pagamento, un bonifico o dei dati — e ti chiede di risolvere “con discrezione”.
  • Un “fornitore” annuncia che ha cambiato conto bancario (IBAN) e chiede che il prossimo pagamento vada lì.
  • Un tono che scoraggia le verifiche: “sono in riunione, non posso parlare, pensaci tu”.
  • Il vero indirizzo del mittente è leggermente diverso da quello del collega o dell'azienda.

Cosa fare

  1. Non avere fretta. La pressione del tempo è il loro strumento principale.
  2. Verifica su un altro canale: chiama la persona a un numero che conosci già (non quello nell'email) o chiediglielo direttamente, di persona.
  3. Qualsiasi cambio di conto bancario (IBAN) di un fornitore si conferma per telefono, con lui, prima del pagamento.
  4. Segnala al team IT/sicurezza o all'amministrazione. Meglio chiedere due volte che mandare i soldi alla persona sbagliata.

Fonti

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